I dati di raccolta di Azimut del primo semestre 2018


GUTE-URLS

Wordpress is loading infos from citywire

Please wait for API server guteurls.de to collect data from
citywire.it/news/azimut-24...

Share

I Numeri del 2017 di Azimut Holding S.p.A.

Buone notizie per i possessori di Azioni Azimut
L’azienda ha comunicato le stime preliminari sull’ esercizio 2017.
Questi i punti chiave:

 

  • Secondo miglior Utile netto consolidato della storia: previsione fra i € 215 e 225 milioni
  • Dividendo che verrà proposto: € 2,00 per azione (ovviamente subordinato al parere favorevole del CDA e dell’assemblea dei soci)
  • Confermato l’obiettivo di € 300 mln di utile netto consolidato entro il 2019

Nel 2017 il Gruppo ha registrato una raccolta netta record di € 6,8 miliardi, portando così il patrimonio complessivo a superare la soglia dei 50 miliardi di euro (€50,4 miliardi; +16% rispetto a fine 2016).
Il target indicato nel business plan quinquennale, previsto per la fine del 2019, è stato così raggiunto con due anni di anticipo. Inoltre, è già stato pienamente raggiunto e superato anche l’obiettivo fissato a fine piano (ossia, per il 2019) relativo alle masse totali delle attività estere del Gruppo.

Alla fine del 2017, infatti, il totale del patrimonio gestito dalle realtà non italiane del Gruppo ha raggiunto il 25% del totale, contro il 15% preventivato a piano.

Anche alla luce di questi risultati, l’Amministratore Delegato Sergio Albarelli ha confermato l’ultimo target rimasto da raggiungere nell’ attuale piano quinquennale, ossia quello relativo al raggiungimento di un utile netto consolidato di Gruppo di € 300 milioni previsto entro il 2019.

Inoltre, l’Amministratore Delegato proporrà al Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding S.p.A., convocato per l’8 marzo 2018, di approvare la distribuzione di un dividendo ordinario pari a € 2,00 per azione (il doppio rispetto al 2017), di cui indicativamente il 50% verrà corrisposto in contante e il restante 50% verrà corrisposto in natura mediante utilizzo di azioni proprie in portafoglio, sulla base di un rapporto che sarà definito in sede di delibera del Consiglio di Amministrazione. Si tratta di una proposta di dividendo equivalente ad un payout superiore al 100%, ed uno yield del 12%.

Si ricorda che nell’ ultimo trimestre del 2017 il Gruppo ha avviato il progetto del Global Team di gestione che permetterà di seguire e monitorare i mercati finanziari 24 ore al giorno attraverso le diverse sedi operative di gestione basate in giro per il mondo ed un maggior coordinamento di informazioni tra tutti i 90 gestori e analisti del Gruppo con importanti conoscenze ed esperienze sui mercati locali.

Le sinergie che il Global Team sarà in grado di generare saranno alla base di un comparto globale azionario (AZ Equity New World Opportunities) e un comparto globale obbligazionario (AZ Bond Income Opportunities) che saranno lanciati nei prossimi mesi .

Il totale dei consulenti finanziari operativi a fine 2017 è di 1.638 unità

Sergio Albarelli, CEO del Gruppo, commenta: “Archiviamo un 2017 di grandi soddisfazioni e primati con un nuovo record storico di raccolta netta annuale e il raggiungimento con due anni di anticipo dell’obiettivo di incremento delle masse totali a 50 miliardi di euro stabilito dal piano industriale quinquennale 2015-2019. Anche le stime preliminari dei risultati, che indicano per l’anno appena concluso il secondo miglior utile nella storia del Gruppo, dimostrano la nostra capacità di crescere in modo sostenibile attraverso un attento contenimento dei costi, un’efficace riorganizzazione della struttura, una mirata revisione dell’offerta prodotti e puntando sulla qualità della raccolta.  La proposta di distribuire un dividendo pari a 2 euro per azione, in parte mediante assegnazione di azioni proprie, riflette il nostro impegno a continuare a premiare la fiducia degli azionisti ed è espressione di quanto crediamo nel valore del nostro titolo, attualmente sottovalutato, il cui grande potenziale di crescita sarà a beneficio degli azionisti.  Gli effetti positivi di tutte le attività avviate nel 2017 si manifesteranno in modo ancora più evidente nel corso del nuovo anno, che si apre sotto i migliori auspici in un clima di entusiasmo condiviso.  La convention di Montecarlo, che ha riunito tutti i consulenti, i gestori ed analisti provenienti dai 17 Paesi del mondo dove siamo presenti, ha mostrato un Gruppo compatto ed unito intorno ai suoi valori fondanti – indipendenza e partnership – che siamo certi ci consentiranno di affrontare con successo le sfide che il 2018 porterà con sé.”

Share

MIFID II: CHE COSA CAMBIA PER I RISPARMIATORI

Dal 3 gennaio di questo anno è entrata in vigore la direttiva europea MIFID II, in perfetta continuità con la MIFID I (Markets In Financial Instruments Directive) che aveva sin qui regolato la relazione con il proprio consulente finanziario.

L’ OBIETTIVO
il target rimane lo sviluppo in Europa di un mercato unico dei servizi finanziari.

In questo articolo ci occupiamo di quello che cambia per coloro che sono già clienti di un determinato intermediario finanziario qualunque esso sia (nel nostro caso Azimut Capital Management SGR SpA)

COSA CAMBIA DAL 3 GENNAIO
vengono introdotte ulteriori misure a favore di una maggiore trasparenza dei mercati e una maggiore protezione degli investitori.

La MIFID II, in sintesi, poggia su quattro pilastri:

1. Qualità e Adeguatezza
2. Product Governance
3. Trasparenza
4. Professionalità

QUALITÀ E ADEGUATEZZA

MIFID II impone a tutti gli intermediari nuovi standard di qualità per il servizio di consulenza finanziaria, in linea con la prassi che Azimut segue già da molti anni nella costruzione dei portafogli. l’obiettivo rimane quello di garantire una perfetta coerenza tra le caratteristiche dell’investimento, il profilo di rischio e gli obiettivi del cliente.

COSA CAMBIA DAL 3 GENNAIO
il consulente vi aiuterà a comprendere meglio perché il portafoglio consigliato è adeguato al vostro profilo di rischio.

NEL CONCRETO
saranno esplicitati i criteri secondo i quali il portafoglio risulta coerente con le vostre caratteristiche e gli obiettivi di investimento: cioè i parametri di concentrazione, rischio di credito, rischio di mercato e Orizzonte temporali previsti dal vostro profilo MIFID II

Gli obiettivi di vita e di rendimento possono evolvere con il passare del tempo. Un frequente contatto con il vostro consulente finanziario è quindi essenziale per garantire una perfetta consonanza tra il portafoglio consigliato e le vostre esigenze.

in ogni caso, i requisiti relativi all’adeguatezza si traducono in una logica di portafoglio già ampiamente utilizzata nella sostanza da Azimut.

PRODUCT GOVERNANCE

MIFID II chiede a tutte le società di gestione di indicare le caratteristiche di ogni prodotto proposto sul mercato e, per ciascuno, di definire il target di riferimento, cioè la tipologia di cliente a cui è possibile proporre lo strumento in questione.

COSA CAMBIA DAL 3 GENNAIO
viene disciplinata la commercializzazione di prodotti in target negativo, Cioè non adeguati al profilo di rischio del cliente.

NEL CONCRETO
Potrete acquistare singoli prodotti non adatti al vostro profilo di rischio, a condizione che il portafoglio, nel suo complesso, risulti adeguato. il consulente finanziario vi aiuterà a comprendere perché l’inserimento di uno o più prodotti in “target negativo” consente un migliore allineamento ai vostri obiettivi di investimento.

Nulla cambia, nella sostanza, nell’ approccio alla costruzione dei portafogli già utilizzato precedentemente da Azimut.

TRASPARENZA

MIFID II chiede agli intermediari di esemplificare i costi al momento della proposta di investimento.

COSA CAMBIA DAL 3 GENNAIO
verranno riorganizzati i documenti a supporto della proposta di investimento riguardo l’adeguatezza dei costi, in valore assoluto e percentuale, e all’efficienza degli stessi sulla base dei vostri obiettivi di investimento e del vostro orizzonte temporale.

NEL CONCRETO
avrete a disposizione una tabella, semplice e immediata, che espone le spese una tantum, quelle correnti, i costi per le operazioni e, infine, i costi accessori ad integrazione degli obiettivi e benefici dell’investimento proposto.

PROFESSIONALITÀ

MIFID II richiede che coloro che prestano servizi di consulenza e o forniscono informazioni sui servizi di investimento e sugli strumenti finanziari dispongano di esperienza e competenze adeguate, certificate dall’ iscrizione all’albo e dalla frequenza a corsi di aggiornamento e formazione.

COSA CAMBIA DAL 3 GENNAIO
Assolutamente nulla. Azimut da anni opera sul territorio con consulenti altamente specializzati e con pluriennale esperienza. Inoltre struttura ogni anno un piano di formazione e aggiornamento professionale sia obbligatorio (per mantenere l’iscrizione all’albo) che facoltativo.

In definitiva, i requisiti di MIFID II poggiano sugli stessi principi fondanti che da sempre guidano l’attività di AZIMUT e dei suoi consulenti. L’occasione per trovare risposta a ogni eventuale dubbio, sarà, come sempre, l’incontro con il vostro consulente finanziario.

 

Share